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Lettere dall'Africa

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Lettere:

Queste due lettere ci sono giunte dai nostri fratelli di Comunità presenti in Congo (Kinshasa) ed in Costa d'Avorio (Abidjan). Ci sono sembrate importanti per comprendere cosa si sta vivendo e ve le proponiamo in versione integrale.

DA ABIDJAN (lettera di Francois Zongo):
Sono ormai due mesi che sono nella diocesi di Bassam con due altri fratelli, Thomas e Andrè per il servizio dei poveri. Bisogna riconoscere che siamo guidati dal Signore. Abbiamo cominciato con il farci accogliere in due camere della parrocchia, a causa della difficoltà di trovare una casa nel quartiere povero per vivere l'incarnazione. Dopo la ricerca congiunta di tutti i parrocchiani per trovare qualcosa, è stata la provvidenza stessa che ci ha donato qualcosa che chiamerei "il presepe di Betlemme". E' in effetti durante il mese di dicembre che l'abbiamo trovata, contro ogni aspettativa. E' la casa di una vecchia conoscenza e possiamo abitarla gratuitamente. La provvidenza si attiva per renderla un po' piùcasa di preghiera e il calore piùsopportabile.
Situata nel mezzo del quartiere DIVO, il Signore risponde veramente alla nostra attesa. Potremo essere nel quotidiano parte di questa popolazione povera.
Il fatto di cominciare ad abitare nei locali della parrocchia è stata una vera grazia. Questo ci ha permesso di scoprire un po' di piùla parrocchia nella sua globalità e anche di farci conoscere.

Il richiamo a risolvere i nostri problemi a partire da noi stessi trova un eco favorevole presso le persone che incontriamo. Delle persone si presentano per proporre il loro aiuto. Cosi come, in un quartiere povero di Abidjan dove abbiamo fatto un albero di natale per riportare un po' di gioia del natale ai bambini che ne sono stati privati, abbiamo constatato che una buona maggioranza di essi non era scolarizzata a causa della mancanza di mezzi. Con le anime generose e impegnate faremo un censimento per identificare chiaramente le cose. Una proposta per aiutare la scolarizzazione.
In breve, posso dire che é il Signore a guidarci. Noi abbiamo scelto di vivere secondo la Provvidenza e non abbiamo bisogno di nulla In modo inaspettato abbiamo il cibo di cui nutrirci ogni giorno.
L'intesa é perfetta con i Padri salesiani, responsabili della parrocchia. L'ambiente tra di noi, fratelli é anche molto buona.

DA KINSHASA (lettera di Padre Francois Michon):
Jean-Pierre dà un grande aiuto a Bernardin per l'animazione delle comunità di base e i diversi cantieri nel quartiere. Ha portato a termine la seconda fase di ristrutturazione della scuola (1000 allievi alla scuola elementare, 180 alla materna e due classi di formazione professionale: una in cucito e l'altra in informatica).I locali rinnovati, la professionalità della sala d'informatica, dona uno slancio ai giovani allievi e il gusto per gli studi. Cerchiamo ora un rinforzo comunitario per l'animazione pedagogica degli insegnanti e lasciamo maturare il progetto di costruzione della scuola media. Abbiamo inaugurato la sala dei professori durante la giornata del lancio dell'anno scolastico. Il tema pedagogico per quest'anno: "L'educazione nell'unità e per l'unit"!
Jean-Pierre coordina anche l'associazione creata dalla comunità per il reinserimento dei bambini di strada. Abbiamo aperto un centro d'accoglienza diurno che riunisce ogni giorno una ventina di bambini (giovani dai 6 ai 16 anni). Per loro che vivono nella strada, questo luogo molto sobrio è un vero rifugio di pace e di gioia, che loro sanno farci condividere! Spesso non hanno altri modi per sopravvivere se non il rubare e la droga, per riuscire a prendere sonno, fuggire la paura e la violenza inflitta dai piùgrandi che li minacciano .Al centro, possono lavarsi, fare il loro bucato e trovare un posto sicuro dove poter fare la siesta, rilassarsi. Arnold, Fanny, Mamma Brigitte e papà Jean-Pierre (un altro) li accolgono tutti i giorni della settimana con i volontari della missione giovani della Comunità. Dopo i giochi, gli sport e il riposo, è l'ora del corso di alfabetizzazione per livelli, il corso di religione ogni tanto e un piccolo pasto alla fine del pomeriggio,grazie ai doni della Caritas; tutto questo prima di ritornare nella strada. Da parte mia,ogni volta che ne ho l'occasione, passo al centro. E' un buono stimolo per imparare il "Lingala" della strada e fare un po' di sport. Qui, il giovane della strada può liberamente ridiventare il piccolo che, come tutti gli altri, ha bisogno della tenerezza di una mamma e di un fratello maggiore per giocare! Spero di programmare qui la mia prima messa in Lingala il piùvelocemente possibile. Bisogna anche gestire i piùgrandi che sicuramente vorrebbero approfittare anche loro di quello che viene proposto ai piùgiovani. Bisogna quindi anche imparare a conoscerli per vivere una relazione serena. Rimane il problema delle ragazze, molto piùdelicato a causa della prostituzione.
 

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