| Il pensiero di Sant'Ignazio |
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Gli Esercizi sono certamente quanto di meglio io posso concepire, conoscere e comprendere in questa vita, sia per il progresso personale di un uomo, sia per i frutti, l'aiuto e il profitto ch'egli può procurare a molti altri". S.Ignazio considerava gli Esercizi non come "opera sua", ma come un dono di Dio per tutta la Chiesa. Gli Esercizi non erano stati studiati e composti a tavolino, ma sperimentati nel suo eremo di Manresa, dove fece per quasi un anno una vita di asceta e penitente, e dove - come egli scrive nella sua Autobiografia - "Dio si comportava con lui come fa un maestro di scuola con un bambino: lo istruiva" (Autob. 27). Questo lo portava a precisare che gli Esercizi fossero "fatti", non letti. Non voleva perciò che il libretto degli Esercizi fosse in mano a tutti, perché dalla semplice lettura si può cavare ben poco. Né voleva che chi dava gli Esercizi si dilungasse in spiegazioni. I punti di meditazione dovevano essere brevi, perché vale più quello che l'anima scopre da sè stessa, anziché una lunga spiegazione didattica.
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