Novità! È proprio questo che ha conquistato studenti e giovani professionisti all’abbazia di Hautecombe.
Con un tema profondo, «Holiness, no less » («La santità, niente di meno»), insieme a un festival pensato apposta per i giovani professionisti e alle settimane « Ora et Labora» (preghiera e lavoro), queste nuove proposte dimostrano che i giovani non cercano semplici attività ricreative, ma un’esperienza spirituale forte e impegnativa.

In un posto appartato, tranquillo, immerso nella natura, perfetto per prendere un po’ di distanza dalla propria vita, circa 1.500 partecipanti provenienti da una ventina di paesi, soprattutto dall’Europa, hanno approfittato della cornice paradisiacadell’abbazia di Hautecombe (Savoia).

Proposte sempre nuove

Tra le grandi novità di quest’estate, le tre settimane «Ora et Labora» (Preghiera e Lavoro) hanno riscosso successo tra i partecipanti. Il ritmo, scandito dalla vita dell’Abbazia, in equilibrio tra preghiera, insegnamento e servizio, «è piaciuto ai partecipanti», racconta il padre Luciano Couto, responsabile internazionale della pastorale giovanile del Chemin Neuf.
L’obiettivo di queste settimane è quello di realizzare il sito per i due festival Benvenuto in Paradiso, promuovendo al contempo l’incontro e la fratellanza tra i giovani attraverso momenti di condivisione, pasti in compagnia e giochi. « Quest’estate undici gruppi di scout, per un totale di 90 ragazzi, hanno scoperto la Comunità e ne sono ripartiti pieni di energia », racconta il responsabile della pastorale giovanile di Chemin Neuf. Alla fine, queste tre settimane di incontri, organizzate dal 4 al 25 luglio, hanno visto la partecipazione di 300 iscritti.

Dal 18 al 22 luglio, 99 giovani professionisti si sono riuniti attorno al tema delle Beatitudini: «Beati quelli che hanno sete! »
Un programma leggero nel pomeriggio per godersi la natura in riva al lago del Bourget, fare il bagno, praticare sport o chiacchierare davanti a un caffè o a un gelato. «I riscontri sono stati molto positivi», riassume padre Luciano. «Questa fascia d’età aspettava proprio un’iniziativa del genere», continua.

«Pensiamo di aver trovato la formula giusta», dice soddisfatto padre Couto. Da due anni il festival Welcome to Paradise propone una settimana francese e una settimana internazionale. Aggiunge che «ognuna ha la sua identità, la sua atmosfera, la sua lingua».
145 partecipanti e 275 volontari hanno vissuto la settimana francofona, mentre quella internazionale ha accolto 421 partecipanti e 300 volontari provenienti da una ventina di paesi.

Dal festival di Portimão (Portogallo), «ci siamo confermati nell’idea di proporre una preghiera continua nel cuore del festival», racconta il responsabile della missione Giovani. Una casa di preghiera, chiamata «House of Prayer», offre lodi senza interruzioni. Diversi gruppi di musicisti si organizzano in fasce orarie per darsi il cambio nella conduzione della preghiera.
Queste iniziative confermano le intuizioni della comunità di Chemin Neuf, visto il successo che riscuotono in termini di numero di partecipanti e l’entusiasmo che suscitano tra i partecipanti al festival. «Ci offrono insegnamenti preziosi sul percorso spirituale dei giovani tra i 18 e i 35 anni», osserva il sacerdote brasiliano.

Festival Welcome to Paradise 2026 all’Abbazia di Hautecombe

Sete di profondità, silenzio e vita spirituale

Gli organizzatori del festival «avevano volutamente dato più spazio ai momenti di preghiera mattutini e lo avevano fatto sapere a tutti. Risultato: le lodi, la preghiera ignaziana e la scuola dei carismi hanno fatto il tutto esaurito ogni giorno, mentre decine di giovani si sistemavano, con la Bibbia in mano, sulle terrazze che si affacciano sul lago…», spiega padre Luciano.

Un altro aspetto che emerge tra i giovani è il bisogno di silenzio e di accompagnamento spirituale. I ritiri con gli esercizi di Sant’Ignazio di Loyola in silenzio hanno registrato il tutto esaurito, dimostrando la volontà dei partecipanti di prendersi del tempo per sé stessi, di fermarsi un attimo e di imparare a discernere nella loro vita quotidiana.

Questi studenti e giovani professionisti cercano un forte impegno personale. Il team organizzativo si è circondato di giovani per mettere a punto le diverse proposte. Insieme hanno puntato sui percorsi “à la carte”: ogni partecipante ha potuto, grazie al sito del festival, creare il proprio percorso tra workshop (etica e IA, testimonianze di vita,…) e momenti di preghiera.
Come ha sottolineato al «Dauphiné Libéré» il cardinale Grzegorz Ryś (arcivescovo di Cracovia) durante la sua visita: «Ciò che è straordinario e molto stimolante è che questo evento sia stato creato dai giovani. Sono loro i protagonisti di ciò che vivono.» (Dauphiné Libéré – 4 agosto 2026)

Quello che i giovani dicono a padre Luciano Couto quest’estate è che «l’incontro con Cristo non è una scelta superficiale, ma una risposta concreta alla loro ricerca di senso. In vista della visita del Papa in Francia e dei prossimi raduni internazionali, quest’estate conferma che i giovani aspettano una parola forte, libera e concreta.»