Il brasiliano Diógenes Fonseca Lima (a sinistra), il francese Matthieu Leprêtre (al centro) e il burundese Prudent Bayizere (a destra) sono stati ordinati diaconi il 13 settembre a Lione.

Sul tappeto rosso della cappella Paul Couturier, a un centinaio di metri dalla stazione di Lione-Perrache, sono stati ordinati tre nuovi diaconi della Comunità del Chemin Neuf.
Diógenes Fonseca Lima, Matthieu Leprêtre e Prudent Bayizere fanno un altro passo avanti sul cammino verso il sacerdozio.

Durante una messa presieduta da Monsignor Loïc Lagadec, il vescovo ausiliare di Lione ha esortato i tre nuovi diaconi a voler servire i propri fratelli piuttosto che essere serviti. Infatti, la parola «diacono» deriva dal termine greco «diaconos», che significa «servitore».

«Siate i diaconi del popolo dei peccatori perdonati, con il desiderio di diventare misericordiosi, come il Padre è misericordioso, con il desiderio di liberarci dal peso del male nelle nostre vite», ha detto loro.

Questo uomo di Chiesa ha anche sottolineato la missionedi «essere innanzitutto un servitore dei poveri, e soprattutto dei veri poveri ». Sottolinea l’importanza di mettersi al servizio dei più bisognosi «nella vita di tutti e tre voi, e che il vostro diaconato sia il segno che questo è importante per la comunità e per tutta la Chiesa», aggiunge.

Il vescovo precisa che Cristo non è venuto per essere servito, ma per servire, e che ha messo al centro della sua missione gli ultimi, gli emarginati e i poveri.

Durante la celebrazione, quando Monsignor Lagadec consegna a ciascuno il Vangelo, li invita a «stare attenti a credere alle parole che direte, a insegnare ciò in cui avete creduto, a vivere ciò che avete insegnato».


Essere ordinato diacono oggi: com’è questa esperienza?

Di François Hohwald, diacono permanente nella diocesi di Strasburgo.

I nostri fratelli sono stati ordinati diaconi in vista del sacerdozio; è un po’ diverso dal diaconato permanente, perché per loro è una tappa verso il sacerdozio, ma lo spirito del diaconato è proprio lo stesso.

Il diaconato permanente è stato ripristinato dal Concilio Vaticano II nel decreto Lumen Gentium (capitolo III, 29. I diaconi) del 21 novembre 1964.

Il testo biblico di riferimento sul diaconato è quello degli Atti: At 6,1-6.

La realtà di Cristo che più si avvicina al ministero diaconale è proprio quella del Cristo Servitore, soprattutto nel momento della lavanda dei piedi: Gv 13,1-17.

Quindi, nella Chiesa cattolica, il fondamento del ministero diaconale è il Servizio : nella sua vita di coppia, se il diacono è sposato; nel suo lavoro, se il diacono svolge un’attività professionale; nella Chiesa, accanto a chi chiede il sacramento del battesimo o del matrimonio, in tutti i vari servizi della Chiesa, nel servizio liturgico e anche accanto a chi si trova in situazioni di fragilità, malattia, disabilità, povertà, emarginazione, abbandono, …
Il ministero dei servizi collaborerà quindi con il ministero dell’home e dell’ascolta nel rispetto dell’unicità e della dignità di ogni persona umana, creata da Dio a Sua immagine.

Nel mondo, il diacono, in quanto ministro dell’Amore di Dio, attraverso il servizio e la carità, potrà essere oggetto di domande o riflessioni da parte delle persone del nostro tempo, di chi è alla ricerca del senso dell’esistenza e di Dio. Il suo ministero si svolgerà spesso tra persone al di fuori della Chiesa e alla ricerca della fede. Il ministero diaconale è un ministero missionario, che va incontro a ogni persona, qualunque sia la sua ricerca.

Preghiamo affinché il ministero diaconale dei nostri fratelli – e ogni ministero nella Chiesa – porti frutto, tanto frutto, per la maggiore gloria di Dio.